La Virtus Roma supera 92-76 la San Giobbe Chiusi in un Palazzetto dello Sport gremito, centrando un successo pesantissimo che vale il primo posto.
Partita meno semplice del previsto nei primi due quarti, con la Virtus a fare i conti sia con la leggerezza di un’avversaria senza pressioni, sia con la tensione di una posta in gioco altissima: il secondo posto avrebbe significato un autentico dramma sportivo, spalancando le porte al lato più complicato del tabellone e a un possibile incrocio immediato con gli Herons Montecatini, autentica mina vagante.
Dopo un primo quarto equilibrato, nel secondo arriva il primo vero tentativo di allungo, ma è soltanto nel finale che la Virtus piazza l’accelerata decisiva, chiudendo i conti e mettendo al sicuro una vittoria mai realmente in discussione negli ultimi minuti.
Numeri impressionanti dall’arco: 17 su 34 da tre, per un eccellente 50%, simbolo di una serata offensiva di altissimo livello.
Prestazione corale, con Leggio top scorer a quota 18 punti, ben supportato da Spanghero e Visintin, entrambi a 14. In doppia cifra anche Rodriguez e Battistini, con 12 punti a testa.
Il primo posto è realtà, un traguardo tutt’altro che scontato al termine di una stagione regolare lunga e complessa. Una parte dei meriti va a Matteo Mecacci: arrivato in corsa a marzo con una squadra in calo e non prima come si voleva far credere , il coach ha saputo ridisegnare assetti e gerarchie, riportando la Virtus sulla rotta giusta fino al traguardo.
Adesso inizia un altro campionato. In attesa di conoscere l’avversaria dai play-in (Omegna, Capo d’Orlando o Vicenza), la Virtus si gode una posizione ideale: Livorno, Caserta e Herons Montecatini dall’altra parte del tabellone, con la Gema Montecatini possibile solo in un’eventuale finale.
Ora si fa sul serio.






