La vittoria della Virtus a Jesi per 79-83 è di quelle che lasciano più ombre che luci. Due punti che valgono poco sul piano delle certezze e che aprono scenari sempre più cupi sulle reali possibilità di questa squadra di chiudere la stagione con una promozione in Serie A2, almeno nelle condizioni attuali.
La partita è la fotocopia di tante altre già viste: Luiss, Imola, Faenza. Un copione ormai fin troppo noto, scritto sempre allo stesso modo, con epiloghi diversi ma con un comune denominatore che, alla lunga, apre tanti interrogativi sul finale di stagione.
Il match si divide nettamente in due parti. Alla fine del terzo quarto la Virtus sembra aver messo le mani sulla gara, toccando il massimo vantaggio sul +25 (52-77). Da lì in poi accade però qualcosa di difficilmente spiegabile, raramente visto su un campo da basket.
Roma smette completamente di segnare e subisce un parziale irreale di 24-2. L’ultimo minuto diventa un incubo sportivo: una situazione impensabile, dalla quale la Virtus si salva solo a 9 secondi dalla sirena grazie a una clamorosa ingenuità di Arrigoni, che sbaglia un comodo appoggio per il pareggio, provvidenziale per Roma .
Due punti, sì, ma carichi di interrogativi. Tanti, troppi.
Questi blackout non possono più essere archiviati come semplici episodi. Sono diventati un problema strutturale, che chiama in causa la gestione tecnica del capo allenatore Marco Calvani. Nonostante la lunga esperienza, il coach continua a faticare nella lettura dei momenti chiave della partita: time-out chiamati in ritardo, rotazioni discutibili e quintetti spesso inadeguati nei frangenti di maggiore difficoltà.
Ancora una volta, nell’ultimo quarto, la scelta di affidare la regia a Rodriguez invece che utilizzarlo da guardia si è rivelata scellerata e ha rischiato di costare la vittoria. I due punti sono arrivati soltanto grazie a un’ennesima, enorme dose di fortuna. Se Arrigoni avesse appoggiato al tabellone, la Virtus sarebbe sprofondata definitivamente in un inferno sportivo che, a oggi, sembra comunque sempre più vicino.
Una vittoria che fa classifica, ma che non rassicura. E il tempo per correggere questi limiti sta rapidamente scadendo.







Mi sembra che la squadra stia andando bene. Con Caserta ha fatto un partitone. Non c’è paragone rispetto a un anno fa. A Marco Calvani vanno dati grandi meriti e avrà anche sbagliato qualche scelta in campo (come tutti) ma non si può giudicare a posteriori. Questi black out fanno parte dello sport, possono anche dipendere da fattori di volta in volta diversi e non penso c’entri molto Rodriguez in regia. È facile perdere la concentrazione sul +25 per una squadra che ha la pressione forte di dover competere. Poi perché non citare le tantissime partite in cui si è rimontato? Quindi non vedrei alcun fondamento in questi catastrofismi…