La vittoria di Faenza e, soprattutto, la qualificazione alle Finali di Coppa Italia rappresentano molto più di un semplice traguardo sportivo per la Virtus Roma. Sono la prima, concreta vittoria della nuova proprietà guidata dal presidente Massimiliano Pasqualini, insediatasi soltanto pochi mesi fa, nel mese di aprile.
Fin dal primo giorno della stagione, la nuova proprietà aveva assunto un impegno chiaro e ambizioso: conquistare l’accesso alle Finali di Coppa Italia e, di conseguenza, riportare Roma e la Virtus a giocarsi un trofeo nazionale, assente dalla capitale da 26 anni. Un obiettivo tutt’altro che scontato, considerando che per centrarlo era necessario chiudere il girone d’andata tra le prime due classificate, in un campionato rivelatosi molto più competitivo del previsto. Cinque squadre si sono dimostrate nettamente superiori alle altre, viaggiando quasi a punteggio pieno: uno scenario difficile da immaginare alla vigilia.
Il traguardo raggiunto è frutto di un importante investimento economico effettuato durante l’estate, che ha permesso di costruire un roster di alto livello per la categoria. Un impegno che ha trovato immediata risposta sul campo, ma che non ha rappresentato l’unico passo compiuto dalla nuova proprietà.
Pochi giorni fa, infatti, è arrivata una notizia di assoluto rilievo, annunciata dal presidente Massimiliano Pasqualini: l’acquisto delle quote della Pallacanestro Virtus Roma. Un’operazione che ha di fatto riportato in vita la storica Virtus Roma, restituendole la denominazione originale, i marchi e, soprattutto, la propria identità. Un passaggio fondamentale, ben più significativo del semplice acquisto di un marchio commerciale, perché è nella società che confluiscono la storia, i nomi e tutti i simboli che hanno accompagnato la Virtus nel corso degli anni.
Raggiunto il primo obiettivo stagionale, ora viene il momento più complesso. L’asticella si alza sensibilmente. Le Finali di Coppa Italia rappresenteranno la prima occasione concreta per vincere e riportare a Roma un trofeo nazionale dopo oltre due decenni. A seguire, una stagione regolare da chiudere nelle prime due posizioni, condizione indispensabile per affrontare i playoff con il fattore campo fino a un’eventuale finale.
L’obiettivo cardine resta però uno solo: il ritorno in Serie A2.
Un traguardo ambizioso, ma oggi più che mai concreto, grazie a una proprietà solida guidata dal presidente Massimiliano Pasqualini.






