Virtus Roma, il caso Ancellotti e il nodo del centro

Virtus Roma, il caso Ancellotti e il nodo del centro

Vista la mancanza di un centro di ruolo e la totale inconsistenza mostrata finora da Joel Fokou, la situazione in casa Virtus Roma inizia a farsi preoccupante. In particolare resta da chiarire la posizione di Andrea Ancellotti, ancora sotto contratto ma al momento fuori dal roster.

Le voci che circolano sono tutt’altro che univoche. Da un lato si parla di problemi di salute che ne impedirebbero l’impiego e della volontà societaria di arrivare a una risoluzione del contratto. Dall’altro, però, c’è chi sostiene che il giocatore stia bene e che potrebbe tranquillamente essere inserito nei dieci.

I numeri della scorsa stagione parlano chiaro: 40 presenze, oltre 15 minuti di media, 4 punti e più di 4 rimbalzi a partita. Dati discreti, che diventano buoni se paragonati al disastroso impatto di Fokou, che in appena tre apparizioni ha fatto registrare un plus/minus da profondo rosso.

Eppure, vale la pena ricordare le parole pronunciate da Marco Calvani al suo arrivo:

“Io sono un aziendalista: non faccio spendere soldi inutilmente alla società, e se non c’è un giocatore che sposta gli equilibri, non ha senso prenderlo.”

Perfetto. Se Calvani è davvero un aziendalista, il primo passo logico sarebbe valorizzare un asset già sotto contratto, ovvero Ancellotti, invece di lasciare che il suo ingaggio pesi sul bilancio senza alcun ritorno tecnico.

La motivazione secondo cui il giocatore “potrebbe minare lo spogliatoio” non regge. Un allenatore capace sa gestire personalità diverse e mantenere l’equilibrio interno, anche in presenza di figure caratterialmente forti e problematiche.

Se davvero i presunti problemi di salute sono così gravi, resta però incomprensibile come mai, a ottobre, non si sia ancora arrivati a una rescissione, considerando che la stagione è partita da due mesi.

C’è infine chi teme che il vero motivo della mancata reazione sul mercato – in particolare dopo l’infortunio di Carlo Cane – sia semplicemente la carenza di budget. Si attenderebbe cioè di liberare la casella economica di Ancellotti per poter intervenire. Se così fosse, crollerebbe buona parte della narrativa societaria: una squadra che dichiara di voler ambire alla Serie A non può presentarsi a questo punto così ad occhio con lo stesso budget di dodici mesi fa e non avere 30-50 mila euro in più per inserire un lungo di livello.

Affrontare un campionato con un solo risultato possibile – vincere – e una rotazione ridotta a sette effettivi è un rischio tecnico e gestionale enorme.

Con l’arrivo degli impegni infrasettimanali, la situazione rischia di esplodere. I problemi sono ormai evidenti: Visintin, di cui parleremo nei prossimi giorni, e soprattutto Fokou, un esperimento completamente fallito. Se Calvani voleva dimostrare, con il suo ingaggio, di poter “valorizzare” un giocatore bocciato da Tonolli, i fatti – impietosamente – lo hanno smentito in pieno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scorri tra le ultime news

Cerca tra gli articoli

Inserisci il termine di ricerca.