L’esonero di Marco Calvani dalla guida della Virtus Roma è arrivato come un fulmine a ciel sereno solo per chi non seguiva da vicino le vicende della squadra. In realtà, da mesi erano evidenti segnali di tensione interna e di un rapporto mai davvero decollato con l’ambiente, esplosi definitivamente nelle ultime settimane con segnali di insofferenza da parte dei giocatori.
I risultati, al netto delle narrazioni più ottimistiche, non sono stati all’altezza del valore del roster. Negli ultimi quattro scontri diretti contro squadre tra il primo e il settimo posto sono arrivate quattro sconfitte, due delle quali in casa. A pesare anche la regressione di gran parte del roster , composta da giocatori di alto livello per la categoria, mentre in vetta alla classifica c’è Livorno, che può vantare lo scontro diretto a favore in un gruppo di quattro squadre virtualmente appaiate.
Il rapporto con l’ambiente non è mai realmente sbocciato dopo l’entusiasmo iniziale per l’arrivo di Calvani. Le prime crepe risalgono alla serie playoff con Capo d’Orlando, segnata da polemiche per quanto accaduto in Sicilia e per atteggiamenti che non hanno aiutato a ricucire il legame con piazza e tifoseria. Le tensioni sono poi proseguite in estate, dopo l’infortunio di Carlo Cane: nonostante fossero stati proposti profili ritenuti più funzionali, come Dell’Osto, il tecnico ha spinto per l’ingaggio di Joel Fokou. Una scelta che, pur senza nulla togliere all’impegno del giocatore, è stata percepita da molti come una forzatura.
Nemmeno nei momenti più felici della stagione, come le vittorie contro Caserta e Livorno, si è mai cercato un vero punto d’incontro per sanare le fratture con l’ambiente. La notizia ha quindi sorpreso soprattutto chi non ha seguito da vicino l’ultimo anno di vita della squadra, rievocando nostalgicamente una finale scudetto lontana oltre un decennio.
Dopo mesi di parole e critiche, la società ha scelto di intervenire con decisione. Ora si apre un rush finale delicatissimo e lunghissimo: nelle prossime ore verrà annunciato Matteo Mecacci, chiamato a ricompattare la squadra, mentre sarà fondamentale fargli trovare un ambiente compatto e tutto al suo fianco per inseguire insieme una promozione che cambierebbe il destino e il corso della storia recente della Virtus Roma







ovvio l’articolo non è a nome tifosi virtus roma ma a nome di quei 4 tifosi o gruppo della curva che decide a nome e per contro di tutto..fate una cosa venite al palazzetto e fate un sondaggio e vedrete che siamo tutti incazzati su marco per poi prendere un sign nessuno e pure un senese di m… andiamo bene spero veramente in un tracollo serio perchè quello che è successo è fuori dal mondo..ho sentito un nutrito gruppo di abbonati e non che noin hanno intenzione di venire piu al palazzetto cosi basterà la palestra di casa per qui 4 tifosi da curva….anzi la prox si vorrebbe venire per insultare societa quel panzone del DS e pure la curva…
La decisione di sollevare dall’incarico Marco Calvani, passati quasi tre giorni, appare ancora più incredibile e per una serie di motivazioni che provo a riassumere.
1. La squadra è in testa alla classifica, oltre ad avere in tasca la qualificazione alla Coppa Italia e ai playoff: esoneri simili sono rarissimi e spesso esulano da motivazioni oggettive ma sono umorali e personali
2. La Virtus sconta un oggettivo gap nel roster rispetto alle dirette concorrenti: Caserta e Livorno, entrambe dotate di un vero centro e di valide alternative sotto le plance. Eppure, malgrado questo è sempre lì in testa da inizio campionato
3. L’infortunio di Cane ad inizio torneo ha scombussolato i piani, eppure Calvani è riuscito a trovare sempre ‘la quadra’ ruotando i giocatori a disposizione e usando al meglio la duttilità tattica dei suoi uomini, peraltro uno dei suoi marchi di fabbrica da sempre
4. Il ritorno tanto criticato di Fokou va valutato nel complesso: non è certo un fuoriclasse ma un giocatore di sistema che fa tante cose sporche ma utili alla squadra. Oggettivamente, pur restando nel suo standard, il suo apporto è cresciuto di partita in partita, come la fiducia nei suoi confronti
5. La scelta di Majcunić non si è rivelata azzeccata ma la colpa è solo del coach o dell’uscente direttore sportivo? Ogni allenatore per spirito di gruppo deve fare il pane con la farina che ha…salvo poi pagare per tutti
6. Le recenti sconfitte, per quanto brutte, sono venute contro Faenza, la squadra più in forma del torneo e da Livorno, peraltro quel giorno—va ricordato per obiettività —Leggio non era al meglio e questo ha accorciato ancora di più le già risicate rotazioni
7. Sia Caserta che Livorno nell’ultimo mese hanno inopinatamente perso con squadre alla loro portata (Casoria e Nocera) addirittura Caserta in casa buttando nel wc una vittoria già incassata….non mi pare che le rispettive tifoserie ne abbiano fatto una tragedia
8. L’indubbio valore professionale ed umano di Calvani è confermato da migliaia di riscontri: cito solo l’ultimo: il fatto che l’attuale allenatore della nazionale Banti lo abbia scelto come suo osservatore privilegiato per la serie B
In definitiva, se alcune frange di tifosi hanno deciso che Calvani debba pagare a prescindere non si può che prenderne atto così come del fatto che la società abbia ceduto alle pressioni di alcuni: fa parte dello sport e dei suoi aspetti peggiori.
MA GIU’ LE MANI DA CALVANI, ALLENATORE E PERSONA DI ASSOLUTO VALORE, VIRTUSSINO NEL SANGUE MA CAPACE DI LASCIARE EREDITA’ UMANE IMPORTANTI IN OGNI PIAZZA DOVE HA ALLENATO