Virtus carattere e rimonte

Virtus carattere e rimonte

Una partita che riporta indietro le lancette di quasi tredici anni. La Virtus di oggi, pur con tutte le proporzioni del caso, ricorda sempre di più quella guidata da Marco Calvani nella stagione 2012/2013, capace di arrivare fino a un’incredibile finale scudetto costruita su cuore, resilienza e rimonte impossibili.

Anche questa squadra, come allora, vive spesso inizi complicati: nei primi quarti fatica, va sotto, concede break agli avversari. Ma poi trova dentro sé stessa la forza di riemergere, di lottare e di ribaltare le partite in qualsiasi modo, anche quando sembrano scivolare via.

Contro Ravenna la storia si è ripetuta. Gli ospiti, reduci dall’esaltante vittoria su Jesi sette giorni fa, sono stati avanti per due quarti e mezzo, toccando il +11 nel secondo periodo e il +5 a 15 minuti dalla sirena finale. Una squadra in fiducia, capace di imbrigliare la Virtus per larghi tratti.

Ma nel terzo quarto è arrivata la scossa, firmata dal protagonista meno atteso: Joel Fokou. Con soli 2 punti, 5 rimbalzi e 1 stoppata in 19 minuti complessivi, ha cambiato l’inerzia di una gara sporca, dura, difficile da leggere. Energia, presenza fisica e giocate pesanti al momento giusto.

Sotto canestro ottime anche le prove di Battistini (12 punti e 8 rimbalzi) e Lenti (10 punti), fondamentali nel costruire il parziale che ha indirizzato la sfida.

Due punti pesantissimi che avvicinano la Virtus al primo grande obiettivo stagionale: le Final Four di Coppa Italia. Ma soprattutto permettono di preparare con entusiasmo e convinzione una settimana cruciale, quella che porterà alla super sfida contro Juve Caserta, seconda in classifica e distante appena due lunghezze.

Una partita che non sarà mai una gara come le altre. Una di quelle che può valere una stagione.

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