Jacopo Vedovato, sì proprio lui: quel ragazzino che tanti anni fa, all’età di 21 anni, indossò la maglia della Virtus lasciando più croci che delizie. Sabato sera ha messo a nudo tutte le lacune di un roster costruito senza centri, ma con tante ali sparse in tutti i ruoli.
Jacopo Vedovato che, ricordiamolo, non è neanche il centro titolare della Gema Montecatini. In quella posizione gioca infatti Mattia Acunzo rimasto fuori per un problema alla caviglia . Ma sabato, di fronte a una squadra senza centri e con tutte ali adattate a giocare sotto canestro, ha probabilmente disputato la partita perfetta, la cosiddetta partita della vita: 23 minuti, 10 punti, 11 rimbalzi e un clamoroso +43 di plus minus, addirittura consegnato alla storia di questa manifestazione di Serie B.
Numeri che non raccontano soltanto una partita, ma certificano tutte le lacune di una squadra costruita senza una logica tecnica.
Nel basket le squadre si costruiscono sull’asse play–pivot. Tranne a Roma, dove si è pensato bene di prendere tante ali, nessun centro e tre mezzi play che, tutti insieme, in una partita decisiva che segna una parte di stagione, tirano insieme 3 su 24 dal campo.






