Una notte magica, una di quelle che a Roma non si vivevano da tantissimi anni.
La Virtus Roma travolge e umilia la Juve Caserta con un perentorio 99-63, in una delle sfide più sentite del panorama cestistico italiano, cancellando in quaranta minuti ogni proclama arrivato dalla sponda campana.
Dopo una settimana di annunci roboanti su una presunta invasione, supremazia e dominio, Caserta si scioglie come neve al sole, in campo e sugli spalti. Il tanto decantato esodo si riduce a circa 300 tifosi, con un tifo lontano anni luce da quello che si ricordava un tempo. Emblematico il mancato dispiegamento per il secondo anno consecutivo dello striscione “Nuove Leve”, simbolo della tifoseria organizzata.
In campo non c’è mai partita
Sul parquet la storia dura pochissimo. La Virtus prende subito il controllo e non lo molla più, mostrando una superiorità netta sotto ogni aspetto.
La prova è corale, intensa e di forza, come certificano i numeri: 15/32 da tre punti, dato che salta immediatamente all’occhio, ma soprattutto un dominio totale sotto le plance.
Battistini (12 punti) e Leggio (16) letteralmente portano a scuola Radunic, surclassato nei momenti in cui la partita pesa davvero, confermando tutte le sue difficoltà quando il livello sale.
Visintin, Majcunic e una Virtus totale
Grandissima anche la prestazione di Matteo Visintin, protagonista su entrambi i lati del campo: 10 punti e 16 di valutazione, sempre dentro la partita con energia e intelligenza.
MVP della gara, oltre al duo sotto canestro, è ancora una volta Ivan Majcunic. Il croato, come già visto a Latina, quando la posta in palio è alta tira fuori la partita perfetta: 15 punti, 100% da due, 3/5 da tre, freddezza e personalità da leader.
Nota di merito anche per coach Calvani, che vince nettamente il duello in panchina, mettendo in difficoltà un Lino Lardo mai realmente in grado di trovare contromisure.
Una serata da ricordare
Per la Virtus Roma è una vittoria che va oltre i due punti: è una dimostrazione di forza, di identità e di maturità. Una serata che fa esplodere l’entusiasmo della piazza e che rimarrà impressa nella memoria dei tifosi.
Caserta esce ridimensionata, Roma si gode una notte che profuma di passato glorioso e di un futuro che torna a far sognare.






