Ad inizio stagione il presidente Pasqualini lo aveva promesso: “Serie A unico obiettivo”. E lo ha dimostrato con i fatti.
Dopo settimane di parole, analisi e anche alcune critiche – soprattutto dopo la sconfitta di Livorno – è arrivato il momento della verità. Non quello dei discorsi, ma dei fatti.
L’arrivo di Arrigoni e Spanghero non è solo mercato: è un messaggio chiaro, forte, definitivo. Questa società ha fatto tutto, ma davvero tutto, per vincere.
Va dato merito al presidente Pasqualini e a tutta la proprietà: GVM, Team Service e agli altri soci. In estate è stato costruito un roster di altissimo livello; in corsa si è intervenuti con decisione, arrivando anche al cambio di un allenatore ormai in rottura con l’ambiente Virtus. Poi, a marzo, lo sforzo più importante: un investimento extra per portare a Roma due giocatori che, in questa categoria, spostano davvero gli equilibri.
Altrove nessuno si è mosso con la stessa forza.
Ma non è solo una questione di campo. A dicembre è stata compiuta un’operazione storica: l’acquisizione della partita IVA della Pallacanestro Virtus Roma e del suo marchio. Un passaggio che ha riportato in vita una società simbolo del basket italiano, con tutto il suo peso, la sua storia e i suoi trofei.
La società ha fatto ogni passo possibile e anche oltre. Ha investito, ha rischiato, ha creduto. Con un solo obiettivo: vincere.
Adesso, però, la parola passa definitivamente al campo. Come andrà, nessuno può saperlo. Ma una cosa è certa: questa squadra e questa proprietà meritano, ora più che mai, il sostegno del pubblico e un ambiente unito in questo rush finale, con un solo grande sogno: la Legadue.
E se non dovesse andare? Se ne parlerà in estate.
Ma un punto resta fermo: chiunque arriverà dagli Stati Uniti a investire nel basket a Roma dovrà fare i conti con la Virtus Roma.







Cambio di un allenatore ormai in rottura con l’ambiente Virtus, ma non con la squadra che mi sembra più importante