Il progetto NBA a Roma entra nel vivo. Secondo quanto riportato da Marco Juric su Repubblica, la scorsa settimana Don Nelson è stato in città per presentare il dossier americano alle istituzioni. L’ex coach NBA ha incontrato il sindaco Roberto Gualtieri, visitato il PalaEur – impianto individuato per disputare la Serie A già dalla prossima stagione – e avviato contatti con Sport e Salute, società del MEF proprietaria del Foro Italico, che dal 2028 dovrebbe diventare la futura casa del basket romano. In mano a Nelson c’è anche il titolo sportivo di Cremona.
Ma non c’è solo la cordata guidata da Nelson. A muoversi su Roma è anche un secondo gruppo americano capeggiato da Paul Matiasic, patron della Pallacanestro Trieste. Nelle scorse settimane l’imprenditore ha incontrato Gualtieri e l’assessore Onorato, presentando il proprio progetto NBA e visitando il PalaTiziano, già pronto per ospitare la Serie A.
Matiasic si starebbe muovendo anche sul piano sportivo: non è passata inosservata la lunga chiacchierata con Ettore Messina durante le Final Eight di Coppa Italia a Torino, così come la presenza in tribuna di Zoran Savic, dirigente di grande esperienza che da tempo orbita attorno al progetto. Il gruppo di Matiasic ha in mano il titolo sportivo di Trieste con l’obiettivo di trasferirlo a Roma.
In questo scenario il presidente della FIP Gianni Petrucci osserva con attenzione, mantenendo per ora il massimo riserbo. Il vero nodo è anche economico: la fee richiesta dalla NBA per l’accesso alla nuova lega europea è di 300 milioni di dollari da versare in dieci anni. Una cifra che alza enormemente l’asticella del progetto e restringe il campo dei potenziali investitori.
La partita per portare l’NBA a Roma non è solo sportiva: a seguire con attenzione l’evoluzione del dossier c’è anche l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, segno di un’operazione che ha ormai una portata internazionale.






