Promesse non mantenute e contraddizioni: la stagione parte già senza credibilità

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Promesse non mantenute e contraddizioni: la stagione parte già senza credibilità

Promesse non mantenute e contraddizioni: la stagione parte già senza credibilità

Con il tesseramento in sordina di Joel Fokou, senza nemmeno il coraggio di un comunicato ufficiale, è caduta definitivamente la maschera di Massimiliano Pasqualini. La paura di ascoltare la voce dei tifosi ha prevalso sulla trasparenza: un segnale chiaro di debolezza gestionale.

Quando un presidente non mantiene la parola data al proprio pubblico, quel rapporto si incrina irrimediabilmente. I tifosi non sono semplici spettatori: sono i primi clienti, la linfa vitale di una società sportiva. Eppure oggi si trovano davanti a un presidente incapace di coerenza e a un allenatore bollito, in rottura con l’ambiente.

Il palmarès che non c’è

Marco Calvani continua a raccontare di trofei e successi, ma la realtà parla chiaro: il suo palmarès non registra vittorie , 40 anni di carriera con il nulla assoluto. Se devono valere le coppette di Serie B o C per definirsi “vincenti”, allora anche il trofeo di Chiusi dovrebbe avere lo stesso valore. Un tentativo maldestro, goffo, arriviamo a dire patetico di costruirsi un’aura di vincente che i fatti non confermano.

Le contraddizioni tecniche

Nella sue intervista, Calvani scivola in contraddizioni macroscopiche. A proposito del ruolo di centro, dichiarava:

“Per il quarto lungo, invece, ho cercato un giocatore più di struttura, anche per confrontarsi con l’avversario di turno senza dover adattare un giocatore con caratteristiche differenti a fare questo ruolo. Abbiamo, dunque, per questo ruolo ingaggiato Cane, il quale purtroppo si è fermato quasi subito per un infortunio e starà fuori diversi mesi.”

Un ragionamento logico: serviva un centro di peso, diverso da Lenti, Leggio e Battistini. Cane era stato scelto per questo. Ma allora come si giustifica l’arrivo di Fokou come sostituto? La verità è semplice: Fokou non è un centro. Il suo fisico e le sue caratteristiche lo inquadrano nei limiti come un’ala, non come un giocatore interno in grado di reggere l’urto contro avversari di stazza. Anche se noi crediamo che il suo vero sport potrebbe essere l’atletica leggera non certo il basket .

Un progetto senza credibilità

Il risultato è un ambiente diviso, con un presidente che non rispetta la parola data e un allenatore che si perde tra ridicole autocelebrazioni e scelte tecniche incoerenti. La stagione parte già segnata da una frattura con la tifoseria e da un senso di sfiducia diffusa.

In mancanza di trasparenza e coerenza, viene a mancare la credibilità stessa del progetto. E quando una società perde credibilità agli occhi dei suoi tifosi, è l’intero futuro sportivo a rischiare di sgretolarsi.

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