L’annuncio arrivato mercoledì sera, alla vigilia di Natale, dal presidente Massimiliano Pasqualini ha di fatto acceso un grande entusiasmo attorno alla Virtus.
Ora ci si attende un comunicato ufficiale da parte della società o, meglio ancora, una conferenza stampa che chiarisca nel dettaglio l’operazione con la famiglia Toti, spiegandone prospettive e sviluppi.
Sarà poi particolarmente suggestivo, al ritorno in casa di sabato 10 gennaio contro Casoria, magari ritrovare lo storico inno “Amico devi crederci” e, perché no, anche il pannello celebrativo con tutti i trofei e la storia della Virtus esposto al palazzetto di viale Tiziano, insieme alle due storiche maglie ritirate: la numero 4 di Davide Ancilotto e la numero 8 di Alessandro Tonolli.
La Virtus, però, mentre vive un momento di grande fermento a livello gestionale, è ormai a sole 48 ore dalla partita più importante della stagione fin qui: la trasferta di Faenza.
In palio c’è l’accesso alle finali di Coppa Italia, in programma a metà marzo, con ogni probabilità a Rimini. Un obiettivo dichiarato dalla società, che punta alla qualificazione per avere la possibilità di riportare a Roma un trofeo nazionale dopo 26 lunghi anni.
Sarà una gara cruciale anche per coach Marco Calvani, chiamato ora alla prova dei fatti. Per lui si tratta senza dubbio della partita più importante da quando è tornato a Roma e, probabilmente, di una delle più rilevanti della sua carriera: un obiettivo messo nel mirino già dalla scorsa estate che, alla luce dell’ingaggio percepito e degli obiettivi fissati, non può permettersi di fallire.






