La Virtus Roma conquista il primo trofeo Davide Ancilotto

La Virtus Roma conquista il primo trofeo Davide Ancilotto

La Virtus Roma conquista la prima edizione del Trofeo Davide Ancilotto superando la San Giobbe Chiusi per 86-78 al termine di una partita rimasta in equilibrio fino agli ultimi minuti.

Quella vista al PalaTiziano è apparsa, però, una Virtus ancora decisamente “cantiere aperto”. Forse troppo, considerando che l’esordio nella Supercoppa italiana è ormai distante appena dieci giorni. I giocatori sono insieme da poco e per coach Davide Villa il lavoro da fare appare ancora molto lungo.

Chiusi ha disputato una buona partita, restando sempre aggrappata al risultato e arrivando persino a toccare il +4 nell’ultimo quarto. In quel momento si è concretamente temuto che il trofeo potesse finire nelle mani degli ospiti.

A ricucire lo strappo ci hanno pensato uno scatenato Adrian Chiera e un preciso Leggio, autore di due triple pesantissime. La successiva volata finale ha poi premiato la Virtus.

Ottima l’impressione lasciata proprio da Chiera, apparso un giocatore solido e affidabile su entrambi i lati del campo: per lui 19 punti. Molto positiva anche la prova di David Jelinek, che ha chiuso con 13 punti dando la sensazione di essere un elemento quadrato e di grande sostanza.

La nota negativa sul piano fisico riguarda Daniele Toscano, costretto a lasciare il campo nell’ultimo quarto a causa di una piccola distorsione alla caviglia. Le sue condizioni saranno da valutare.

Parziali: 21-19; 19-19; 19-15; 27-25.

Virtus Roma: Toscano 3, Visintin 7, Pullazi 11, Jelinek 13, Amato, Chiera 19, Bortolin 6, Rodriguez 4, Piunti 10, Talone, Leggio 13.

Solo 200 spettatori: un segnale che non può essere ignorato

La vera nota negativa della serata arriva però dagli spalti. Un evento organizzato male come peggio non si poteva fare, programmato a un orario improponibile e seguito da appena 200 persone.

Nelle prossime ore ci sarà modo di affrontare quello che ormai è diventato un tema centrale. Questa società, se non cambierà rapidamente registro, organizzazione e modo di comunicare, rischierà di mettere in difficoltà l’esistenza stessa della Virtus Roma e la tutela del suo enorme patrimonio storico.

Per quanto sta accadendo oggi nel basket romano, il tempo delle giustificazioni è terminato. Il “compitino” svolto al risparmio non è più contemplato: il tempo è scaduto.

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