È inevitabile, quella sconfitta di maggio contro Capo d’Orlando continua a pesare come un macigno. Se la Virtus fosse riuscita a superare il primo turno dei playoff, oggi avrebbe avuto l’occasione di giocarsi la Supercoppa Italiana al posto della Pielle Livorno.
Una delusione che, a distanza di quattro mesi, lascia ancora l’amaro in bocca. Sarebbe bastato davvero poco, soprattutto dopo quella Gara 1 vinta in volata, per cambiare il corso della stagione.
Invece la squadra si è presentata slegata dall’ambiente, priva di compattezza e guidata da un coach apparso troppo distante dalla lotta, più impegnato a tessere elogi a Capo d’Orlando e al presidente Sindoni che a trovare il modo di vincere le partite, anche con quella “sporcizia” agonistica che spesso serve per trascinare squadra e tifosi. Un pubblico che, in realtà, non aspettava altro che essere coinvolto.
Adesso l’obiettivo è già fissato: come ha ammesso lo stesso presidente Pasqualini, la prossima tappa fondamentale saranno le Final Four di Coppa Italia. Stavolta Calvani non potrà estraniarsi dalla battaglia: per tifosi e società si tratterà di un appuntamento imprescindibile. Per arrivarci servirà concludere il girone di andata almeno al secondo posto, senza alibi né scorciatoie.
La stagione è appena iniziata, ma le aspettative sono già chiarissime.






