È arrivato il momento di tracciare un primo bilancio dopo la conclusione del precampionato. E, purtroppo, peggio di così non si poteva cominciare.
A fronte di un roster costruito con un budget elevatissimo, questa società continua a dimostrare di non voler crescere. Si è ripartiti esattamente da dove si era finito: dalla solita, preoccupante disorganizzazione.
Il precampionato è stato programmato nel peggiore dei modi: nessuna squadra di alto livello affrontata e appena cinque uscite contro formazioni di modesta caratura, compresa una società di B2. Tre di queste partite sono state addirittura disputate con la formula dello scrimmage. L’ultima amichevole si è giocata sabato con l’inutile formula dello scrimmage, a una sola settimana dalla Supercoppa, primo vero obiettivo stagionale.
Non è piaciuto neppure l’atteggiamento mostrato in campo contro Chiusi e, soprattutto, nell’ultima uscita, conclusa con una sconfitta contro la PSA Napoli Est, squadra che presenta sotto canestro due vecchie conoscenze della Virtus: Lenti e Valentini.
Una società reduce da due fallimenti sportivi pesantissimi ha mandato in campo giocatori apparsi svogliati, poco disponibili a sacrificarsi e, soprattutto, completamente fuori contesto dal punto di vista dell’atteggiamento. Un segnale tutt’altro che incoraggiante.
Sabato, però, si comincerà a fare sul serio. E mentre la Virtus ha organizzato il proprio precampionato nel peggiore dei modi, le dirette concorrenti non si sono risparmiate.
Gli Herons Montecatini, nostri avversari sabato, hanno vinto tutte le amichevoli disputate, rifilando distacchi pesanti praticamente a chiunque. Lo stesso ha fatto la Pielle Livorno, altra partecipante alla Supercoppa. Senza dimenticare Brescia, che non soltanto ha vinto tutte le proprie uscite, ma è riuscita anche a battere Trieste, formazione di Serie A, e Torino, squadra di Serie A2.
Quello di sabato è già un appuntamento importante, quasi decisivo per indirizzare la stagione. Non tanto per il valore della coppa in sé — anche se la Virtus non conquista un trofeo nazionale da 26 anni — quanto per la necessità di restituire entusiasmo ed energia a un ambiente stanco, deluso e sempre più distante.
Gli appena 200 spettatori presenti mercoledì scorso al Palazzetto per la partita contro Chiusi rappresentano un segnale chiarissimo. A questo si aggiunge il progressivo allontanamento degli sponsor, a cominciare dai due fiori all’occhiello della passata stagione: Panasonic e Mashfrog.
Pubblico e sponsor stanno mandando un messaggio inequivocabile.
Un segnale che questa società non può più permettersi di ignorare.







Amico mio, nel basket moderno, nella serie B attuale in particolare per come é strutturata, l unica cosa che conta sono i playoff. Parli delle amichevoli estive? Fino ad aprile saranno tutte amichevoli, chissà chi e quanti del roster attuale ci saranno ai playoff e chi nuovo arriverà. Che arrivi ai playoff con 30-4 o con 19-15 non cambia niente, Montecatini docet.