Casoria: il vero rischio è la lista gara

Casoria: il vero rischio è la lista gara

Questa settimana, a differenza delle altre, non c’è bisogno di presentare l’avversario di sabato, la PSA Casoria. La partita si annuncia come una semplice sgambata di fine settimana, utile solo a portare a casa i due punti e a riempire il calendario, in attesa del vero snodo della stagione: lo scontro diretto di inizio febbraio contro Livorno, quello che potrà davvero indirizzare il campionato.

I numeri parlano chiaro. Casoria arriva con un bilancio di 8 vittorie e 11 sconfitte e con un rendimento esterno tutt’altro che rassicurante (3-6). Dati che raccontano di una squadra in difficoltà e che non dovrebbe creare particolari problemi a una formazione nettamente superiore.

Ed è proprio per questo che la gara di sabato assume un significato che va oltre il campo. Serve alla società per prendere tempo, per rimandare ancora una volta decisioni che appaiono inevitabili. Nessun segnale di cambiamento, neppure dopo il clamoroso 0-20 di Imola, simbolo di una gestione confusa e approssimativa. La casella del team manager, se così si può definire, resta incredibilmente la stessa, mentre si continua a navigare a vista.

Senza mercato. Senza comunicazione. Senza una struttura reale alle spalle. In questo contesto, la partita di sabato, inutile dal punto di vista tecnico, servirà solo ad allungare un’agonia che sembra già scritta, tanto che il divario tra le due squadre rende quasi superflua anche la guida tecnica.

La gara serve anche all’allenatore per guadagnare altro tempo e continuare ad allungare la propria avventura in panchina. Con il basket proposto negli ultimi dodici mesi, e alla luce delle esperienze passate e dei numerosi esoneri, sarà difficile per lui trovare un altro ingaggio. Un allenatore che vive ormai da separato in casa, in una rottura totale con tutto il mondo Virtus: società, giocatori e tifosi.

Paradossalmente, l’unica vera insidia non sarà sul parquet. La vera partita si giocherà nella compilazione della lista gara. L’auspicio è che, almeno questa volta, vengano scritti i nomi corretti, senza errori, senza correzioni improvvisate e senza pasticci burocratici. Perché, di questi tempi, è lì che si annida il rischio più grande.

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